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MANDALA WORKSHOP

Scritto da Claudio. Postato in Uncategorised.


Mandala Workshop
“Quando il corpo e la mente si rilassano si diventa più ricettivi e amorevoli verso gli altri”
condotto da Margherita Costabile

Workshop dedicato alla scoperta del potere rilassante e meditativo dei mandala. Alla creazione di mandala personali uniremo una pratica yoga a tema e una meditazione finale.
 
L'intento del workshop è sviluppare l'ascolto di sé stessi e dell'altro, condividere la gioia, coltivare l'amorevolezza compassionevole e l'arrendevolezza (Metta) attraverso la sperimentazione di una pratica yoga in cerchio a contatto con l'altro.
Metteremo in gioco la nostra capacità di sperimentare, di essere vulnerabili e disponibili.
 
 
 
ORARI: Sabato 11 marzo 2017- Ore 14.30-16.30
 
COSTO: € 20
 
Iscrizione obbligatoria scrivendo a:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
DOVE? 
Spazio Luce
Viale Monza, 91
Fermata Rovereto MM1 
Citofono "Spazio Luce"
 
Facebook:
https://www.facebook.com/events/1851808915090174/
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SPECIALISTI PSICOMOTRICITÀ A MILANO

Scritto da Claudio. Postato in Uncategorised.

PERCHE’ LA PSICOMOTRICITA’?

Si parla sempre più spesso di psicomotricità, attività presente in un numero via via crescente di istituzioni educative e scolastiche, tanto da costituire ormai un vero e proprio fenomeno culturale.
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CONSULENZA E SOSTEGNO ALLA GENITORIALITÀ

Scritto da Claudio. Postato in Uncategorised.

CONSULENZA E SOSTEGNO ALLA GENITORIALITÀ 
 
 
Oggi, avere i genitori separati è una realtà molto diffusa, ma è importante che i figli vivano l’allontanamento da casa di uno dei due genitori, nel modo più sereno possibile.Quando una coppia con figli si separa è fondamentale che i genitori infondano tranquillità al bambino, non facendo mancare punti certi e cercando di mettere le esigenze dei piccoli prima di qualsiasi rancore personale o disputa economica. Spesso il rischio che si corre è di strumentalizzare i figli, di usarli come merce di scambio, mentre è fondamentale non colpevolizzarli mai. 
 
Quando una coppia con figli si separa è fondamentale che i genitori infondano tranquillità al bambino, non facendo mancare punti certi e cercando di mettere le esigenze dei piccoli prima di qualsiasi rancore personale o disputa economica. 
 
Spesso il rischio che si corre è di strumentalizzare i figli, di usarli come merce di scambio, mentre è fondamentale non colpevolizzarli mai. Anzi, se si ha il sospetto che si sentano causa della separazione perché hanno assistito a liti sulla loro educazione, vanno immediatamente tranquillizzati.
Se questo non avviene possono aprirsi ferite nel figlio che provocano reazioni a breve o a lungo termine. Tant’è che il 28- 35% dei ragazzi in età adulta continua ad avere problemi di natura clinica o psicologica, legati a quel trauma. 
 
I disagi del figlio con genitori separati 
 
Quando mamma o papà, abbandonano il tetto coniugale, il figlio può manifestare crisi di ansia, tristezza, rabbia; ma se questi momenti di panico o ira continuano anche dopo 2 o 3 anni, è meglio chiedere aiuto a degli specialisti.
Le manifestazioni tipiche del disagio da distacco possono essere anche psicosomatiche:malesseri diffusi, continui mal di testa, difficoltà scolastiche improvvise, possono segnalare che qualcosa non va. In genere c’è una regressione alcuni tornano a fare la pipì a letto, altri vogliono dormire nel lettone, o non vanno più volentieri all’asilo o a scuola.
Soprattutto quando i bimbi non parlano del loro dolore, si vergognano del confronto con i compagni, pensano che stiano vivendo una situazione eccezionale. 
 
Cosa fare
È importante che entrambi i genitori rassicurino i figli, e stiano più tempo possibile con loro.
Quando gli adulti capiscono di essere incapaci a gestire la situazione, dovrebbero rivolgersi ad uno psicologo, o a un centro di mediazione famigliare, dove personale esperto aiuta la coppia a trovare una linea educativa corretta per i figli.
 
CENTRO PSICOLOGICO AMAMENTE 
 
informazioni:  Responsabile Dott.ssa Anna La Guzza  Cell.33311842704 
Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  
 
 
DOVE TROVARCI:  
 
✔SEDE 1-   Via Castel Morrone 1/a, angolo Corso Indipendenza, Milano  
 
 
Come arrivare:   Da Lima linea 60, da fermata Passante Dateo 2 min a piedi, da Lambrate 54, da Centro 54-60-61  
 
 
 ✔SEDE 2 -   Spazio Luce, Viale Monza 91, Milano (M1 Rossa, Rovereto) Zona Loreto - Milano Est ✔
 
 
 
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COSA SIGNIFICA ESSERE ADOLESCENTI

Scritto da Claudio. Postato in Uncategorised.

Centro Psicologico Amamente Milano

Cosa significa essere adolescenti? 
 
Quali sono i vissuti che l'adolescente porta a scuola e che influiscono sulle sue azioni e reazioni?
 
Ogni adolescente ha certamente le sue caratteristiche individuali uniche e irripetibili, ma ci sono aspetti di base che accomunano tutti gli individui adolescenti, per lo meno quelli delle ultime generazioni appartenenti alla cultura occidentale.
Sono aspetti di sensibilità e vulnerabilità che viviamo anche una volta adulti, ma che assumono nell'adolescenza caratteristiche particolare ed emergono all'interno dei particolari passaggi della crescita.
 
Il corpo che cambia
Il primo passaggio importante è quello del cambiamento corporeo.
La perdita del corpo infantile che avviene a seguito dello sviluppo puberale, ha ripercussioni importanti sul piano dell'identità personale soprattutto se il corpo ne rappresenta uno degli elementi principali (se cioè abbiamo pochi altri elementi per mantenere un senso di continuità nel passaggio dall'infanzia all'età adulta).
Non ci troveremo più, nel corso della vita, ad affrontare un cambiamento così radicale nell'aspetto fisico, come quello che avviene durante l'adolescenza, se non in caso di gravi incidenti o malattie . 
Normalmente, il corpo cambia così lentamente da darci quasi l'impressione che resti fermo. Questo ci permette di adattarci gradualmente ai cambiamenti dovuti al passare del tempo.
Il cambiamento che avviene durante lo sviluppo invece, comporta una revisione totale dell'identità corporea, costringendo l'individuo adolescente a passare abbastanza velocemente da un corpo bambino ad un corpo adulto.
Il corpo che cambia rapidamente attrae l'attenzione del/lla ragazzo/a che passa molto tempo davanti allo specchio e si confronta continuamente con gli altri: nessuno è mai soddisfatto del proprio corpo. Ne deriva un senso di estraneità e di inadeguatezza che sono tra le cause della grande sensibilità in questa età, al giudizio degli altri, soprattutto a quello dei coetanei, proprio per il bisogno di avere una conferma esterna dell'accettabilità del nostro corpo anche dopo il cambiamento.
Da adolescenti poi, per una forma di egocentrismo adolescenziale, pensiamo di essere sempre al centro dell'attenzione degli altri e questo aumenta ancora di più la sensibilità al loro giudizio.
· Quando ti sei reso conto che il tuo corpo era cambiato?
· Che effetto ti ha fatto?
· Quale parte del tuo corpo ti crea (o ti ha creato)più problemi?
· Che ripercussioni ha nel rapporto con gli altri?
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Anche il pensiero cambia
Il secondo passaggio importante è costituito da quello che viene definito lo sviluppo del pensiero astratto.
La maturazione del sistema nervoso ci consente nell'adolescenza di sviluppare la capacità di andare oltre i fatti concreti elaborando ipotesi e teorie sulla realtà al di là di quella che viviamo personalmente.
Tale capacità, che permette di assumere una posizione più distanziata e critica nei confronti di se stessi e degli altri, non sempre viene vissuta come un'acquisizione positiva. Quando cominciamo ad avere consapevolezza dei nostri e degli altrui sentimenti, il mondo ci sembra improvvisamente più complicato e ambiguo e le ondate di pensieri e sentimenti che ci assalgono possono sopraffare la nostra capacità di affrontarli. Per questo a volte abbiamo bisogno di allontanarci dal mondo sociale (ritirandoci in noi stessi) o dalle riflessioni in generale (scegliendo attività magari considerate superficiali ma che ci permettono di non pensare).
Il cambiamento di atteggiamento nei confronti della realtà, permette una nuova consapevolezza del nostro sé che risulta però diviso in un Sé reale, costituito dai sentimenti più intimi e dalle idee personali da tenere segreti, e un Sé apparente composto dalle caratteristiche da mostrare agli altri. Questo darà un senso di precarietà e vaghezza al nostro senso di identità che si risolverà solo con la fine dell'adolescenza.
· Quali sentimenti preferisci tenere segreti?
· Quali invece vuoi mostrare agli altri?
 
 
Come si modifica il rapporto con i genitori?
Rendersi conto che la realtà può essere interpretata secondo diversi punti di vista, porta ad una visione più relativistica di quello che la realtà è. E questo introduce il terzo passaggio che riguarda la separazione dalle figure genitoriali. Separazione che va intesa più in senso emotivo che fisico dal momento che la maggior parte degli adolescenti non si allontana ancora dalla famiglia.
I genitori che durante l'infanzia e la fanciullezza erano considerati come depositari di verità e valori assoluti, ora vengono considerati come persone comuni (relativizzati appunto), con le insicurezze e i problemi che caratterizzano la vita di tutti e quindi anche meno essenziali per la conferma della propria identità, conferma che comincia a essere ricercata nei rapporti extrafamiliari: nell'amicizia, nei rapporti sentimentali, con altri adulti.
Durante l'adolescenza passiamo gradualmente da uno stato in cui l'aiuto, la guida, il sostegno, l'approvazione e la rassicurazione provengono dai genitori (dipendenza), a uno stato intermedio in cui il sostegno e l'approvazione provengono dalle amicizie , dai rapporti sentimentali, dai rapporti con altri adulti, per arrivare allo stato in cui siamo in grado di pensare, valutare, fare scelte, prendere decisioni, seguendo il nostro punto di vista, senza grossi incoraggiamenti esterni (autonomia). Durante questo percorso si susseguono vari stati emotivi: la rabbia (nei confronti dei genitori per la scoperta dei loro limiti), la colpa (per l'allontanamento da loro), il senso di indipendenza (dopo aver ritrovato un equilibrio) e tutto avverrà tanto meno dolorosamente, quanto più stabile e sicuro sarà stato l'attaccamento. Quando da adolescenti abbiamo problemi personali (per esempio una flessione più o meno prolungata dell'impegno scolastico), questi sono quasi sempre legati alle rielaborazioni emotive dei nostri legami di attaccamento (cioè al cambiamento dell'immagine che abbiamo dei nostri genitori, alla relativizzazione dei valori e delle norme familiari, alla separazione più o meno concreta dalla famiglia)
· Che rapporto hai con i tuoi genitori?
· Come è cambiato il rapporto con loro da quando sei cresciuto/a?
· In che occasione ti sei opposto/a per la prima volta seriamente a tuo padre (o a tua madre)?
 
Come dicevamo dunque, essere adolescenti significa trovarsi in uno stato di generale sensibilità e vulnerabilità in cui il giudizio, la considerazione e il riconoscimento da parte degli altri assumono un'importanza particolare. L'insicurezza e la vergogna sono sentimenti all'ordine del giorno. E' tra questi temi, che attraversano trasversalmente questa fase di crescita, che si orienta l'individuo adolescente.
Naturalmente essere adolescenti significa molte altre cose.

CENTRO PSICOLOGICO AMAMENTE
informazioni:  Responsabile Dott.ssa Anna La Guzza  Cell.33311842704  
DOVE TROVARCI:  
✔SEDE 1-   Via Castel Morrone 1/a, angolo Corso Indipendenza, Milano  Come arrivare:   Da Lima linea 60, da fermata Passante Dateo 2 min a piedi, da Lambrate 54, da Centro 54-60-61  

 ✔SEDE 2 -   Spazio Luce, Viale Monza 91, Milano (M1 Rossa, Rovereto) Zona Loreto - Milano Est 
Tre passaggi cruciali nel percorso adolescenziale
di Patrizia Mattioli
 
 
Bibliografia:
Fonagy P., Target M. - Lo sviluppo normale nell'adolescenza e il breakdown dell'adolescente
Guidano V. - La complessità del Sé - Torino - Bollati Boringhieri - 1988
Guidano V. - Il sé nel suo divenire - Torino - Bollati Boringhieri - 1992
Reda M. - Sistemi cognitivi complessi e psicoterapia - Roma - NIS - 1986
Marcelli D.,Bracconier A. - Psicopatologia dell'adolescente - Milano - Masson - 1985
Galimberti U. - Dizionario di Psicologia - Torino - Utet - 1992
 

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