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COSA SIGNIFICA ESSERE ADOLESCENTI

Scritto da Claudio. Postato in Uncategorised.

Centro Psicologico Amamente Milano

Cosa significa essere adolescenti? 
 
Quali sono i vissuti che l'adolescente porta a scuola e che influiscono sulle sue azioni e reazioni?
 
Ogni adolescente ha certamente le sue caratteristiche individuali uniche e irripetibili, ma ci sono aspetti di base che accomunano tutti gli individui adolescenti, per lo meno quelli delle ultime generazioni appartenenti alla cultura occidentale.
Sono aspetti di sensibilità e vulnerabilità che viviamo anche una volta adulti, ma che assumono nell'adolescenza caratteristiche particolare ed emergono all'interno dei particolari passaggi della crescita.
 
Il corpo che cambia
Il primo passaggio importante è quello del cambiamento corporeo.
La perdita del corpo infantile che avviene a seguito dello sviluppo puberale, ha ripercussioni importanti sul piano dell'identità personale soprattutto se il corpo ne rappresenta uno degli elementi principali (se cioè abbiamo pochi altri elementi per mantenere un senso di continuità nel passaggio dall'infanzia all'età adulta).
Non ci troveremo più, nel corso della vita, ad affrontare un cambiamento così radicale nell'aspetto fisico, come quello che avviene durante l'adolescenza, se non in caso di gravi incidenti o malattie . 
Normalmente, il corpo cambia così lentamente da darci quasi l'impressione che resti fermo. Questo ci permette di adattarci gradualmente ai cambiamenti dovuti al passare del tempo.
Il cambiamento che avviene durante lo sviluppo invece, comporta una revisione totale dell'identità corporea, costringendo l'individuo adolescente a passare abbastanza velocemente da un corpo bambino ad un corpo adulto.
Il corpo che cambia rapidamente attrae l'attenzione del/lla ragazzo/a che passa molto tempo davanti allo specchio e si confronta continuamente con gli altri: nessuno è mai soddisfatto del proprio corpo. Ne deriva un senso di estraneità e di inadeguatezza che sono tra le cause della grande sensibilità in questa età, al giudizio degli altri, soprattutto a quello dei coetanei, proprio per il bisogno di avere una conferma esterna dell'accettabilità del nostro corpo anche dopo il cambiamento.
Da adolescenti poi, per una forma di egocentrismo adolescenziale, pensiamo di essere sempre al centro dell'attenzione degli altri e questo aumenta ancora di più la sensibilità al loro giudizio.
· Quando ti sei reso conto che il tuo corpo era cambiato?
· Che effetto ti ha fatto?
· Quale parte del tuo corpo ti crea (o ti ha creato)più problemi?
· Che ripercussioni ha nel rapporto con gli altri?
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Anche il pensiero cambia
Il secondo passaggio importante è costituito da quello che viene definito lo sviluppo del pensiero astratto.
La maturazione del sistema nervoso ci consente nell'adolescenza di sviluppare la capacità di andare oltre i fatti concreti elaborando ipotesi e teorie sulla realtà al di là di quella che viviamo personalmente.
Tale capacità, che permette di assumere una posizione più distanziata e critica nei confronti di se stessi e degli altri, non sempre viene vissuta come un'acquisizione positiva. Quando cominciamo ad avere consapevolezza dei nostri e degli altrui sentimenti, il mondo ci sembra improvvisamente più complicato e ambiguo e le ondate di pensieri e sentimenti che ci assalgono possono sopraffare la nostra capacità di affrontarli. Per questo a volte abbiamo bisogno di allontanarci dal mondo sociale (ritirandoci in noi stessi) o dalle riflessioni in generale (scegliendo attività magari considerate superficiali ma che ci permettono di non pensare).
Il cambiamento di atteggiamento nei confronti della realtà, permette una nuova consapevolezza del nostro sé che risulta però diviso in un Sé reale, costituito dai sentimenti più intimi e dalle idee personali da tenere segreti, e un Sé apparente composto dalle caratteristiche da mostrare agli altri. Questo darà un senso di precarietà e vaghezza al nostro senso di identità che si risolverà solo con la fine dell'adolescenza.
· Quali sentimenti preferisci tenere segreti?
· Quali invece vuoi mostrare agli altri?
 
 
Come si modifica il rapporto con i genitori?
Rendersi conto che la realtà può essere interpretata secondo diversi punti di vista, porta ad una visione più relativistica di quello che la realtà è. E questo introduce il terzo passaggio che riguarda la separazione dalle figure genitoriali. Separazione che va intesa più in senso emotivo che fisico dal momento che la maggior parte degli adolescenti non si allontana ancora dalla famiglia.
I genitori che durante l'infanzia e la fanciullezza erano considerati come depositari di verità e valori assoluti, ora vengono considerati come persone comuni (relativizzati appunto), con le insicurezze e i problemi che caratterizzano la vita di tutti e quindi anche meno essenziali per la conferma della propria identità, conferma che comincia a essere ricercata nei rapporti extrafamiliari: nell'amicizia, nei rapporti sentimentali, con altri adulti.
Durante l'adolescenza passiamo gradualmente da uno stato in cui l'aiuto, la guida, il sostegno, l'approvazione e la rassicurazione provengono dai genitori (dipendenza), a uno stato intermedio in cui il sostegno e l'approvazione provengono dalle amicizie , dai rapporti sentimentali, dai rapporti con altri adulti, per arrivare allo stato in cui siamo in grado di pensare, valutare, fare scelte, prendere decisioni, seguendo il nostro punto di vista, senza grossi incoraggiamenti esterni (autonomia). Durante questo percorso si susseguono vari stati emotivi: la rabbia (nei confronti dei genitori per la scoperta dei loro limiti), la colpa (per l'allontanamento da loro), il senso di indipendenza (dopo aver ritrovato un equilibrio) e tutto avverrà tanto meno dolorosamente, quanto più stabile e sicuro sarà stato l'attaccamento. Quando da adolescenti abbiamo problemi personali (per esempio una flessione più o meno prolungata dell'impegno scolastico), questi sono quasi sempre legati alle rielaborazioni emotive dei nostri legami di attaccamento (cioè al cambiamento dell'immagine che abbiamo dei nostri genitori, alla relativizzazione dei valori e delle norme familiari, alla separazione più o meno concreta dalla famiglia)
· Che rapporto hai con i tuoi genitori?
· Come è cambiato il rapporto con loro da quando sei cresciuto/a?
· In che occasione ti sei opposto/a per la prima volta seriamente a tuo padre (o a tua madre)?
 
Come dicevamo dunque, essere adolescenti significa trovarsi in uno stato di generale sensibilità e vulnerabilità in cui il giudizio, la considerazione e il riconoscimento da parte degli altri assumono un'importanza particolare. L'insicurezza e la vergogna sono sentimenti all'ordine del giorno. E' tra questi temi, che attraversano trasversalmente questa fase di crescita, che si orienta l'individuo adolescente.
Naturalmente essere adolescenti significa molte altre cose.

CENTRO PSICOLOGICO AMAMENTE
informazioni:  Responsabile Dott.ssa Anna La Guzza  Cell.33311842704  
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Tre passaggi cruciali nel percorso adolescenziale
di Patrizia Mattioli
 
 
Bibliografia:
Fonagy P., Target M. - Lo sviluppo normale nell'adolescenza e il breakdown dell'adolescente
Guidano V. - La complessità del Sé - Torino - Bollati Boringhieri - 1988
Guidano V. - Il sé nel suo divenire - Torino - Bollati Boringhieri - 1992
Reda M. - Sistemi cognitivi complessi e psicoterapia - Roma - NIS - 1986
Marcelli D.,Bracconier A. - Psicopatologia dell'adolescente - Milano - Masson - 1985
Galimberti U. - Dizionario di Psicologia - Torino - Utet - 1992
 

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